Sapevate che un sinistro gargoyle è posto là dove un tempo si trovava “la ruota” dei bambini abbandonati, proprio davanti alla vecchia Maternità di via D’Azeglio?

Il doccione è la parte finale di un tubo di scarico, dove l’acqua raccolta viene convogliata all’esterno. A partire dal X-XI nelle chiese e nei palazzi monumentali, i doccioni prendono forma di animali fantastici o demoni. In questi casi si può parlare di gargolle, dal latino gurgulium, termine collegato al gorgoglio dell’acqua che fuoriesce dalla tubatura attraverso la bocca mostruosa della creatura di pietra.

E a Bologna non manca proprio nulla, nemmeno il gargoyle dalle sembianze di una diavolessa. Una presenza inquietante che domina il  portico dei Bastardini, struttura quattrocentesca chiamata così perchè ospitò un orfanotrofio fino al 1797.

Un angolo di città che ha visto in passato un susseguirsi di anime innocenti, streghe giustiziate dall’inquisizione, vite spezzate, desideri, amori, delinquenza e sogni infranti. Da queste antiche strade è passato di tutto: lo scorrere del tempo, il lento scandire degli eventi fino alla frenesia odierna.

Solo il gargoyle è rimasto immutato e immobile.

Qualcuno sostiene che la diavolessa fosse protettrice dei viandanti, altri che sia stata posta come monito a ricordo della strega Caterina vissuta proprio in questo quartiere nel XV secolo. Caterina era la moglie di un lanaiolo bolognese. Dedita all’adulterio, pur di agire indisturbata somministrava al marito infusi a base di oppiacei. Una volta scoperta non fu tacciata di adulterio ma di stregoneria. Se ne dissero di tutti i colori sul suo conto e le accuse furono delle più fantasiose: qualcuno l’aveva vista vagare di notte, per le vie del centro, alla ricerca di erbe per le sue pozioni, altri l’accusarono di aver rapito degli infanti per sacrificarli, altri ancora giurarono di averla vista uccidere animali strappandogli il cuore per oscuri riti magici. La vita le fu graziata per via dell’amnistia giunta dal Cardinal Legato poco prima dell’esecuzione.

La diavolessa gargoyle oggi rappresenta l’icona di un tempo tanto arcano quanto remoto ed è quasi piacevole lasciarsi sedurre dal suo magnetismo per scivolare e smarrirsi, quasi divorati, dal suo facino misterioso.

Foto Copertina Paola Barbi

Elisa Barbari | Bologna | © Copyright – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.

 

Bologna

© Copyright – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.