Sono passati 24 anni dal  tragico incidente in cui Senna perse la vita uscendo di pista alla curva del Tamburello durante il Gran Premio di Imola. In tutti questi anni il campione è rimasto nella memoria e nel cuore della gente. Oggi Imola ha voluto ricordarlo con un una giornata speciale: Ayrton Day.  La pista dell’autodromo aperta a tutti, bici, camminatori, pattinatori. Ogni 30 minuti una visita guidata conduce ad aree solitamente inaccessibili al pubblico come Paddock, control room, podio e box.  Oggi ho ripercorso la storia del circuito, attraversando i luoghi che hanno caratterizzato l’autodromo dagli esordi sino ad oggi.

Siamo nel marzo 1950 quando viene posata la prima pietra del circuito Imolese. Tre anni più tardi inaugurerà con il Campionato Italiano di motociclismo Gran Premio Coni.

L’imolese Francesco Costa, detto Checco fu l’ideatore del circuito. Organizzatore di manifestazioni come la Coppa d’Oro Shell, la 200 Miglia, la Daytona d’Europa. La sua genialità non si limitava ad ideare e organizzare eventi memorabili ma  andava ben oltre: Costa intuì il ruolo chiave  dei media, della tv, e l’importanza del supporto dei grandi sponsor.

Arriviamo al 1963 quando per la prima volta entra in scena la Formula 1. Negli anni successivi si interviene sul circuito realizzando le tribune coperte e perfezionando il tracciato.

Nel 1970 l’autodromo prende il nome di Dino Ferrari, il figlio di Enzo prematuramente scomparso. Nel 1988  al nome del figlio Dino viene affiancato quello di Enzo Ferrari.

Il 1° maggio 1994 la Williams di Ayrton Senna esce dritta al Tamburello per la rottura del piantone dello sterzo e va a finire contro il muro: Senna viene trasportato all’ospedale di Bologna dove morirà poche ore dopo.

Monumento ad Ayrton Senna

Senna spesso dava in beneficenza parte dei guadagni che accumulava grazie alla sua attività di pilota. La sua opera di carità è stata rivelata solamente dopo la sua morte; è stata la sorella a dichiarare e a svelare queste donazioni che il pilota tenne sempre nascoste mentre era in vita. Nel testamento del campione brasiliano, grosse somme sono state destinate a opere di beneficenza. Tale generosità rivive nella Fondazione Ayrton Senna, un ente senza scopo di lucro creata proprio dalla sorella Viviane al termine della stagione 1994 e che dà la possibilità ai ragazzi brasiliani meno abbienti di studiare e di sviluppare le loro abilità e talenti. Una citazione famosa di Ayrton Senna era: “I ricchi non possono vivere su un’isola circondata da un oceano di povertà. Noi respiriamo tutti la stessa aria. Bisogna dare a tutti la stessa possibilità”¹

 

L'immagine può contenere: cielo e spazio all'aperto

 

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Fonti e approfontimenti:

¹Ayrton Senna

Motoblog

Autodromo di Imola

Foto copertina Imola Faenza Tourism Company