Andiamo indietro nel tempo, circa sei milioni di anni fa, in un’epoca in cui sulle colline di Bologna si estendeva il mare. Difficile da immaginare, eppure questi rilievi erano fondali marini prima che il mediterraneo si isolasse dall’atlantico e cominciasse ad evaporare.

A testimonianza del passato marittimo, nel 1965 un ruspista al lavoro in via Gorgognano, in val di Zena, rinvenne nel terreno quella che pareva essere la zanna di un elefante. Con grande sorpresa ci si accorse non fosse affatto un animale terrestre, bensì una balenottera di circa 9 metri che andò a spiaggiarsi proprio lì, dove 5 milioni di anni fa evidentemente era il bagnasciuga.

La balenottera fossilizzata (più precisamente Balaenoptera Aucutorostrata, risalente al Pliocene) fu trasferita ed esposta presso il Museo di Geologia Cappellini. Sul luogo del ritrovamento è stata sistemata una riproduzione, delle dimensioni che ricalcano fedelmete l’originale, realizzata dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Vi ho incuriosito e volete saperne di più?

Allora vi aspetto sabato 18 alle 16.00 presso la sala conferenze  Giorgio Grandi  (Biblioteca di Ozzano in piazza Allende) per un’incontro sulla Geologia del nostro territorio. Gli esperti del Museo dei Botroidi ci faranno toccare con mano i reperti di Luigi Fantini, un viaggio nella storia del nostro territorio attraverso milioni di anni.

L’ingresso è libero e aperto a tutti. Adatto anche ai bambini. L’evento è a cura dell’associazione Bononia Docet patrocinato dal Comune di Ozzano dell’Emilia ed è reso possibile grazie al contributo del bando cultura 2017-2018.

A sabato!

Elisa Barbari

GEOLOGIA TATTILE Sabato 18 Novembre ore 16. Sala Conferenze "…

Ci vediamo Sabato alle 16.00 in Sala Grandi, presso la Biblioteca di Ozzano. Ingresso libero.Non mancate!Museo dei botroidi di Luigi Fantini, Bononia Docet, Parco Museale della Val di Zena con il Patrocinio del Comune di Ozzano dell'Emilia per un incontro di Geologia tattile attraverso storie, immagini e reperti.

Geplaatst door Bononia Docet op woensdag 15 november 2017

 

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“… E un vasto mar trovai.
Sciabiche e nasse vidi nei
gorghi un pescator lanciare:
e quando a riva poi colme
le trasse chiesi: – Da quanti
secoli c’è il mare? –
Tra il suo bottin sorrise
e mi risponde:
– Qui sempre ,amico,
spumeggiaron l’ onde!
Qui pescò il padre e il figlio
pescherà –
Ma dopo qualche secolo
io ripassai di là.
Mar più non vidi.
Un’orrida foresta s’ergea … “
Federico Ruckert (1788-1866) Chieder o le età del mondo

 

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Foto copertina Lauraraite