C’è stato un tempo in cui Bologna vantava uno splendido parco acquatico proprio accanto all’areoporto. Meta ambita da tutti i giovani che qui trascorrevano intere giornate divertendosi un mondo. Piscina con le onde, musica, bagnasciuga, scivoli e sole, tanto sole.

Bei tempi quelli dell’Acquazzurra, belli anche perché nessuno ha più  replicato un sito del genere nell’area urbana bolognese. Quello che un tempo era un brulicare di bagnanti indaffarati con costumi e salvagenti oggi è ormai un rudere abbandonato a se stesso. Un’immensa carcassa di ferro e cemento sconnesso, segnaletica sbiadita e piante incolte. Un vecchio involucro fatiscente provato dal tempo e privato della propria anima. Nel corso degli anni si sono succedute varie richieste accorate, per lo più vane speranze, di vedere rianimato l’impianto così amato dai bolognesi. Purtroppo però nulla ha fermato l’inevitabile declino. Poi l’oblio.

Ora ciò che resta è un relitto dall’aspetto post apocalittico, di quegli scenari che si vedono in taluni film di fantascienza, con la differenza che questo ce l’abbiamo dietro casa.

Ho avuto modo di intervistare Lady Decay, autrice di queste immagini, ecco la sua esperienza e quello che ha provato nel realizzare il servizio fotografico:

L’Aquazzurra. Un luogo che significò tanto per diverse generazioni di persone, un luogo di divertimento dove passare un intera domenica di un afosa estate a due passi da casa. Il motivo della chiusura non è ancora del tutto certo e sembra che nessuno voglia dare ulteriori informazioni a riguardo. Detto ciò mi sento davvero fortunata ad entrare dentro l’ex parco, essendo sempre stata una ragazza sensibile potevo sentire le risate, i rumori dei tuffi nell’acqua, la musica, i bambini, tutte cose che io nata nel 1995 non ho potuto vivere di persona. Eppure eccole lì, in mezzo al degrado e alla vegetazione fitta mi immagino in maniera nitida questo luogo di suoi tempi d’oro. Le piante stanno divorando i cartelli e la plastica ricoprente gli scivoli si strappa e si consuma nel corso del tempo. Quale sarà il destino dell’aquazzurra? Con il passare degli anni il terreno cede, costruita a ridosso di una conca le poche piscine rimaste sprofondano e si spaccano.

Un cartello arruginito attaccato ad un cancello a un lato del recinto dice: “il parco chiude, arrivederci nel 93′” Ma l’alba del 93′ non l’avrebbe mai vista.

 

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