L’immagine della Beata Vergine di San Luca viene accompagnata in processione in città ogni anno. Attraversa Porta Saragozza fino alla Cattedrale di San Pietro dove rimane per una settimana.

Origini della tradizione

Tutto ha inizio con i disastrosi nubifragi del 1433 che misero a rischio i raccolti dei campi. La popolazione, su consiglio degli Anziani, chiese aiuto alla Sacra icona per risolvere la drammatica situazione. La Beata Vergine di San Luca esaudì la richiesta ponendo fine alle piogge.

Da allora, il popolo si rivolse a lei anche in altre occasioni: disastri climatici, terremoti, carestie, peste.

Perchè quando scende la sacra icona a Bologna piove?

Se la tradizione nacque per cessare le piogge, l’evento per cui viene ricordata riguarda invece l’esatto opposto: fare piovere. Nel 1630 la peste si abbatte su Bologna procurando circa 24.000 morti, oltre un terzo della popolazione. Si invocarono le piogge per lavare terreni e strade riducendo così il contagio. E ancora l’icona della Beata Vergine di San Luca esaudì le richieste dei bolognesi. Il forte legame fra popolo e questa immagine sacra si è consolidato nel corso dei secoli. Un legame indissolubile difficile da spiegare.

L’icona della madonna di San Luca in città

La madonna di San Luca è ospite per una settimana nella Cattedrale di San Pietro in via Indipendenza. Ripartirà in processione domenica 28 maggio 2017 verso il Santuario del colle della Guardia.

Inno alla Beata Vergine di San Luca

Conoscete la storia dell’Inno che accompagna la discesa in processione della Madonna di San Luca? Fu scritto specificatamente per l’occasione. Un canto  popolare mariano che esprime la devozione di un popolo. La musica di questo inno si deve al maestro Baruzzi che la perfezionò  nel 1927 nell’ambito del Congresso eucaristico nazionale. Da quel giorno la madonna di San Luca ha un proprio inno che onora la Sacra Icona, Bologna e il Colle della Guardia.

“Scendi dal trono fulgido,
bella del ciel Regina,
scendi al diletto Popolo
che innanzi a Te s’inchina,
e ti saluta Vergine
Madre del tuo Signor.
Dall’Oriente, mistica,
lieta, serena aurora,
nella città dì Felsina
giúngesti, alma Signora,
ai Padri che T’accolsero
pegno di pace e amor.
Sacro sul monte vigile,
il Tempio, a Te, solenne,
qual fonte indefettibile
d’una virtù perenne
sorse, decor, presidio
faro di luce ognor.
Arridi a noi propizia,
dolce, benigna Stella;
di Te nel cielo empireo
il Serafin si abbella;
Madre Ti acclama un Popolo,
T’offre gl’incensi, i fior.
Maria, Maria, a Te nei secoli
gloria dai figli e amor”
Photo credit Graziano Cornia
Elisa Barbari | Bologna | © Copyright – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.