Nelle gelide notti invernali delle vecchie generazioni c’era lui a scaldare le lenzuola: il “prete”.
Le parti ricurve in legno permettevano di tenere sollevate le lenzuola così che non venissero a contatto con la brace posta nel contenitore interno chiamato “suora”.

Antichi rimedi che hanno fatto la storia.

Esistevano anche rimedi alternativi, come scaldare un mattone sulle braci e -dopo averlo avvolto in fogli di giornale e introdotto in una calza di lana- lo si poneva fra le lenzuola per scaldare il giaciglio nei rigidi mesi invernali.

Le famiglie all’avanguardia si procuravano i rocchetti, reperibili  presso il carbonaio, un antico mestiere ormai scomparso. I rocchetti erano dei piccoli contenitori cilindrici colmi di polvere di carbone. Si scaldavano nella stufa per poi adagiarli nel vano portabrace (suora), all’interno del prete. Rispetto alla brace i rocchetti si raffreddavano più lentamente mantenendo il caldo più a lungo.

Il prete e la suora sono andati via via in disuso fino ad essere rimpiazzati dai moderni scaldaletto elettrici, forse più efficaci ma meno scenografici. Ormai restano cimeli storici anche se, in caso di necessità, sarebbero ancora efficientissimi.

Elisa Barbari | Bologna | © Copyright – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.