Sabato 8 luglio, l’associazione culturale Bononia Docet ha scelto Tazzola come prima meta da esplorare, più precisamente il Museo dei botroidi, gestito dall’associazione parco museale della Val di Zena

 

 

Viaggio nel tempo

Un percorso museale -curato dal dott. Giuseppe Rivalta e dal dott. Lamberto Monti- che racconta la storia del nostro territorio percorrendo milioni di anni. Attraverso lo studio delle pietre, della sabbia, delle argille. Attraverso la terra e la sua continua metamorfosi comprendiamo parte del nostro passato per capire il presente e immaginare il futuro. Nulla è immobile o immutabile. Tutto è in continua evoluzione e cambiamento. Lento e inesorabile.

Un viggio nel tempo che parte dall’osservazione dei reperti fossili per capire l’evoluzione del territorio nel corso delle varie epoche geologiche. Un’esperienza inusuale perchè oltre ad osservare ci invita a toccare con mano le pietre, a sentirle, odorarle per coglierne ogni caratteristica, ogni sfumatura. Valutarne il peso, il calore, la superficie. Un’idea di museo del tutto innovativa in cui il visitatore diventa protagonista di un’esperienza multisensoriale. Toccare i reperti e tenerli fra le mani permette infatti tutta una serie di esperienze dirette altrimenti impossibili.

Geologia, una parola coniata a Bologna

Sapevate che la parola Geologia è un invenzione bolognese? E’ stata introdotta per la prima volta in assoluto da Ulisse Aldrovandi nel suo testamento nel 1603. Oggi, attraverso la geologia -cioè la scienza che studia la costituzione, la struttura e l’evoluzione della crosta terrestre- possiamo ottenere moltissime informazioni per capire sia il passato che il presente.

Contrafforte pliocenico

Ad esempio sappiamo che il contrafforte pliocenico altro non è che la parete di un golfo marino. Si, avete capito bene! La riva del mare che 5 milioni di anni fa bagnava le coste del nostro attuale Appennino. Le rocce del contrafforte sono stratificazioni e sedimentazioni di sabbie avvenute in seguito alle variazioni del livello del mare con le varie glaciazioni e deglaciazioni.

Il maestoso fronte roccioso si sviluppa per una quindicina di chilometri trasversalmente alle valli di Reno, Setta, Savena, Zena e Idice, culminando negli scenografici rilievi dei monti Adone (654 m), Rocca di Badolo e Rosso, e poco oltre il confine dell’area protetta termina nel panoramico Monte delle Formiche (638 m), su cui sorge il santuario di Santa Maria di Zena.¹

Testimonianze di questo antico passato sono facilmente visibili intorno a noi. Il percorso museale, ci ha illustrato la storia dell’evoluzione del nostro territorio prima attraverso i reperti del museo e poi durante il trekking nel bosco adiacente. Conchiglie, terreno sabbioso, argille, selenite, arenarie, tutto intorno a noi ci parla e sembra raccontarci la propria incredibile storia.

Così come la storia della balena spiaggiata.  Pare impossibile eppure si spiaggiò propio sul nostro Appennino. Oppure scoprire un giacimento di ostriche custodite nel terreno da milioni di anni. vedere e toccare i reperti fossili di pesci preistorici, di conchiglie, di piante e palme immaginandoci un’ambiente molto lontano da quello visibile attualmente.

 

I botroidi di Luigi Fantini

Ma cosa sono i botroidi? Si tratta di sabbie conglutinate che assumono forma di pietre antropomorfe. Le pietre esposte al museo di Tazzola sono le stesse raccolte da Luigi Fantini, famoso ricercatore dell’Appennino bolognese. Fantini poco prima della sua morte nascose questi reperti in un posto poco accessibile del castello di Zena. Qualche anno fa il gruppo speleologico Bolognese trovò i botroidi durante il rilievo del Castello di Zena. Fortuna volle che quel giorno qualche speleologo più anziano vide e riconobbe i vecchi fustini di Dash. Non si trattava di rifiuti come si poteva erroneamente essere indotti a pensare. Fantini era solito raccogliere e conservare i suoi reperti proprio dentro quei fustini che infatti risultarono colmi di botroidi. Gli stessi esposti al Museo di Tazzola.

 

L’esperienza al Museo dei botroidi di Tazzola è stata molto positiva. Un connubio fra cultura, approfondimenti e natura, il tutto condito da un clima famigliare e accogliente che ha messo tutti a proprio agio. Dal cartone animato per i più piccoli realizzato dal dott. Rivalta, ai biscotti, frutta e caffè offerti ai partecipanti. Lamberto Monti si è dimostrato un grande padrone di casa che ha affascinato tutti con le sue spiegazioni e ha dato grande esempio di accoglienza e condivisione. L’associazione Bononia Docet ringrazia di cuore.

“La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande”
Hans Georg Gadamer

 

 Elisa Barbari | Bologna | © Copyright – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.

¹Tratto dal sitto Città Metropolitana “Riserva Contrafforte”