E’ un vero e proprio funerale delle aringhe affumicate quello che si celebra ogni anno a Oliveto, frazione di Monteveglio. Una bizzarra tradizione ereditata dal passaggio degli spagnoli nel 1527.  

Tradizione di origine spagnola

Entierro de la sardina -Olio su tavola di Francisco José de Goya y Lucientes

In una regione della spagna, Murcia, ancora oggi si festeggia con parate coreografiche L’Entierro de la Sardina: la sepoltura della sardina. Tutto ebbe inizio dalla burla di un gruppo di studenti che inscenò il rito funebre (e non mi stupirei neanche un po’ se fosse opera di antichi Goliardi spagnoli).

Il dipinto di Francisco Goya La sepoltura della sardina, risalente al 1812, raffigura la folla disordinata durante il rito stravagante. Una rappresentazione che rievoca l’eterna contrapposizione fra eccesso e rigore, caos e ordine proprie del dualismo Carnevale e Quaresima.

Delle penitenze dei giorni di magro oggi resta ben poco, eppure il Funerale della Saracca è sopravvissuto allo scorrere del tempo conservando tutta l’originalità che lo contraddistingue.

Il significato di questo rito è assimilabile ai Lòm a Mêrz: esorcizzare le avversità tipiche invernali per proiettarsi verso la rinascita primaverile.

 Il funerale della Saracca a Oliveto

Oliveto -Foto Comitato Olivetano Carnevale Saracca

L’evento è davvero originale così come la protagonista -l’aringa (saracca)- non affatto scelta a caso. Col rito funebre si seppellisce il simbolo della fame, della miseria e degli stenti patiti durante l’inverno. Nel periodo di Quaresima il popolo non poteva concedersi la sostituzione della carne col pesce fresco come usava nelle cucine dei ricchi signori.

La povera gente andava avanti a verdure e legumi e per insaporire il tozzo di pane o la polenta c’era Lei: la saracca.

Era solita penzolare appesa a un filo nella sala da pranzo per fermarsi a ciondolare proprio sopra al tavolo. Al momento di riunirsi per il pasto, a turno si sfregava l’aringa sulla fetta di polenta così da insaporirla. Attenzione però: una sola sfregatina ciascuno, altrimenti si peccava di ingordigia!

Ah tempi duri quelli in cui il cibo più ambito era una fetta di polenta al profumo di aringa! Altro che MasterChef e ristoranti stellati, all’epoca nemmeno Cannavacciuolo avrebbe saputo impiattare di meglio.

La cerimonia tra Miseria, Scucioll e in ginocchiobilis

Oliveto. Sepoltura Saracca. Foto Comitato Olivetano Carnevale Saracca

Ma torniamo al rito funebre. Alle 16.30 la bara della Saracca viene trasportata da un gruppo di bambini. Il corteo parte dalla piazza del piccolo borgo di Oliveto accompagnato da maschere coi vestiti sbrindellati che suonano al scucioll. Lo scucioll è un ballo tipico di questo evento in cui per due o tre volte i partecipanti si rotolano a terra per poi riprendere la processione. L’epilogo della cerimonia è l’omelia del finto prete che dal pulpito illustra le origini della tradizione olivetana fin dai tempi più remoti. 

Miseria il finto prete-  con tanto di paramenti e aspersorio di forma fallica, infarcisce discorsi con paroloni simil-latino richiamando spesso il pubblico in ginocchiobilis. E così, tutti in ginocchio, termina il rito, con Miseria che preleva la salma della Saracca dalla bara e la lancia dritto dritto nella fossa.

Il funerale della Saracca, tradizionalmente celebrato il mercoledì delle ceneri, ormai da molti anni coincide con la seconda domenica di marzo. Quest’anno è organizzato per domenica 12 marzo a cura del Comitato Olivetano Carnevale Saracca (ironicamente detto C.OL.CA.S., della serie “Colcas che non organizziamo la festa”).  Si comincia la baldoria alle 11.30  con stand grastronomici in cui si sfornano crescentine e l’immancabile polenta con saracca. Allestiti due palchi per l’esibilizione di gruppi musicali, un punto dove reperire gadget e tanta, tanta allegria.

Per l’occasione è stata istituita la Navacca, la navetta della Saracca per snellire il traffico e agevolare la viabilità sulla tratta Oliveto-Monteveglio.

Dunque il 12 marzo tutti a Oliveto per questo carnevale inoltrato originalissimo e imperdibile! Ho scoperto che quest’anno in caso di maltempo l’evento non sarà spostato ma addirittura annullato. Mi sembra una soluzione molto drastica, alla fin fine…c’è pur sempre una salma da seppellire!

Ringrazio il Comitato Olivetano Carnevale Saracca e il gentilissimo Roberto Corradini per le immagini e la disponibilità. Per informazioni e contatti consultare la pagina facebook Il funerale della Saracca.

Elisa Barbari | Bologna | © Copyright – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.