Sapete che lo stadio Dall’Ara si chiamava Littoriale? Faceva parte di un complesso polisportivo edificato e fortemente voluto dal partito fascista bolognese. Comprendeva due piscine limitrofe, una scoperta e una coperta e riscaldata, all’epoca una delle uniche in Europa.

La realizzazione dello stadio cominciò nel 1925 con cerimonia solenne presenziata da re Vittorio Emanuele III. Un anno dopo, a lavori quasi ultimati, Benito Mussolini fa la sua entrata a cavallo, compiacendosi della magnificenza dell’opera a due ordini di arcate con quella tipica colorazione rossa dei mattoni petroniani.

Foto tratta dal sito peoplesrepublicofcork.com

La struttura è la prima in Italia ad essere realizzata così come oggi intendiamo lo stadio.  Decisamente all’avanguardia e di rilievo internazionale sia per modernità che per dimensioni.

Persino Giuseppe Ungaretti, folgorato da cotanta maestosità, compone un’ode dedicata al nostro stadio:

“Or dunque che è? 

Mutata tu sei civiltà? 

Questa palestra novella

è la sede più bella

di te, Verità?”

Eppure risultava incompleto. Nel 1929 ecco aggiungersi un elemento fondamentale a conferirgli quell’identità specifica che lo contraddistinguerà negli anni a seguire: la torre di Maratona. Eretta esattamente nel luogo in cui venne giustiziato -per mano dei soldati austriaci- il martire del Risogimento Ugo Bassi. Sulla sommità della torre svetta trionfante la statua della Vittoria alata. La scultura, di Giulio Ulisse Arata, rappresenta una giovane donna che impugna da una parte una fiaccola e dall’altra il fascio simbolo del regime. Dall’alto dei 25 metri di antenna in acciaio, sventolava l’enorme bandiera (ben 100 m²) dono dell’Arma navale del Regno d’Italia: la Regia Marina.

La nicchia ad arco, rivolta verso l’interno dello stadio, accoglieva la banda musicale per l’intonazione degli inni nazionali. Dal lato opposto della Torre di Maratona, a completamento dell’opera, viene posizionata la statua equestre in bronzo raffigurante il Duce.

Curioso pensare come il bronzo di Mussolini verrà poi fuso per realizzare le due statue, a memoria dei partigiani della Battaglia di Porta Lame, tutt’oggi visibili presso l’omonima Porta.

Foto Elisa Barbari

Nel 1983 l’impianto sportivo è intitolato a Renato Dall’Ara, per 30 anni presidente del Bologna fino al 1964.  Sotto la sua guida i rossoblù conquisteranno ben quattro scudetti e il Trofeo dell’Esposizione a Parigi nel 1937.  Affiora la gloria di un passato calcistico in cui del Bologna si dirà che “così si gioca solo in paradiso”

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