Correva l’anno 43 a.C., dopo la morte di Giulio Cersare, i triumviri Ottaviano, Marcantonio e Lepido si incontrano per spartirsi l’impero romano nei pressi della colonia romana Bononia; lo scopo era vendicare la morte di Cesare e creare una nuova magistratura.

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La Seconda Repubblica Romana (* )

Ancora oggi esistono tracce del partaggio triumvirale: lo stesso nome “Sacerno”, frazione di Calderara di Reno, deriverebbe dal latino “secernere” cioè dividere, separare, in riferimento alla spartizione dell’impero romano  da parte dei triumviri.

Non sappiamo quale sia il luogo preciso dove avvenne l’accordo dei tre e per lungo tempo le varie frazioni se ne contesero la paternità. 

Nel XVI secolo a Sacerno, venne eretta una colonna: il Cippo di Sacerno, a memoria dell’evento; la colonna nel tempo cadde nell’oblio per poi tornare alla ribalta in occasione del suo ultimo restauro.

La lapide al lato nord ricorda gli eventi salienti che portano al II triumvirato: “Assassinato Gaio Giulio Cesare e uccisi i consoli Pansa ed Irzio”, Antonio, Lepido e Ottaviano “assunto il triumvirato quinquennale per la costituzione della repubblica, spartendosi fra loro l’Impero Romano e decidendo le tavole di proscrizione, qui presso il fiume Lavino si fermarono per tre giorni nell’anno 711 della fondazione di Roma e 43 a. C.” (²)

Dall’iscrizione della lapide emerge il valore del triumvirato nella veste di magistratura quinquennale. L’ideale di una repubblica ispirata ai valori di diritto e di giustizia si infrange  con la spartizione dell’impero e con l’emanazione delle tavole di proscrizione che sfociano in un clima di terrore. Gli espropri dei beni ai proscritti furono infatti accompagnati dalle vendette personali contro gli uccisori di Cesare: nei patti era accordata la facoltà “di vendicarsi dei rispettivi nemici”.(³)

Lapide lato est Ph Paolo Bonassin, flickr

Nella lapide del lato est emerge invece la sacralità: “I Romani conquistarono il mondo con il ferro” mentre Cristo, “innalzato da terra” trasse a sé i Romani e gli altri popoli nel segno della croce. “Nel vicino tempietto entra o viandante e adora supplice l’insegna della croce del Signore”() In effetti a Sacerno si trovano la Rotonda proto romanica di Sant’Elena edificata su una precedente struttura: un antico tempio pagano.

Origini Celtiche di “Sacerno”

Giuseppe Moreali, storico e linguista, ha elaborato una tesi suggestiva, facendo l’origine dell’etimo al culto nel luogo di divinità celtiche. Egli si è riferito al reperto nella mensa dell’altare della chiesa una lastra di marmo recuperata durante il restauro del 1924, con al centro della parte sottostante la scultura di una testa di divinità pagana con corna d’ariete. La lapide era stata usata dalle prime comunità cristiane, che scolpirono una croce nella fronte di questa “divinità gallica”, a lungo “venerata in loco, dandole la denominazione di Santo”. Si trattava infatti di “una delle maggiori divinità del pantheon gallico”, ovvero di “Cermnunos o Kernumnos, fornito di corna di cervo”, per cui il nome fu probabilmente trasformato in “San Cernumnos o San Chiernunnos e poi in S.Chierno” (⁵)

Immagine di Cernunnos, divinità celtica con corna di cervo

La divinità di Kernumnos era molto diffusa già nella preistoria indoeuropea. Si pensi alle rappresentazioni rupestri in Valle Camonica, primo sito italiano ad essere nominato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1979. Fra questi petroglifi preistorici spicca Cernunnos inciso nella roccia.

Roccia 70. Cernunnos Archivio fotografico distretto culturale della Valle Camonica

La frazione di Sacerno a calderara di Reno, è dunque un luogo intriso di significati mistici e pagani sin dai tempi più antichi, oltre che testimonianza dell’alleanza del II triumvirato. Un luogo in cui la memoria della storia riecheggia da secoli per avvolgerci nel suo fascino.

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Chiesa di Sant’Elena, Sacerno Ph Peter Zullo, wikimedia


 Curiosità per appassionati di film d’animazione giapponese: Cernunnos e Miazaki

Una curiosità per chi è appassionato di film d’animazione giapponesi ed è seguace di Miazaki: in Principessa Mononoke diretto da Hayao Miazaki e prodotto da Studio Ghibli, il tema centrale è lo scontro fra uomo e natura. Tra la sacralità dell’ambiente selvaggio e la corruzione intrinseca della società umana.  Nella mitologia celtica, Cernunnos era lo spirito divinizzato del cervo, dio della natura. Analogamente in Mononoke la figura dello Shishigami è rappresentata da una divinità che è l’essenza stessa della naura, della purezza, della vita. La divinità del bosco che Miazaki ha creato ispirandosi a Cernunnos ricalca i tratti dell’antica tradizione celtica.

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Elisa Barbari | Bologna | © Copyright – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.

Fonti e approfondimenti

Il grande inquisitore Calderara di Reno (BO): Cippo che commemora la costituzione del II Triumvirato (¹)

Il cippo di Sacerno in memoria del triunvirato)

S. Calindri, Dizionario (³)

“Pagani e cristiani” Alberto Tampellini ()

Centro culturale anzolese (⁵)

Arte ruperstre Valle Camonica Immagine ()

Immagine La Seconda Repubblica Romana