///Castello di San Martino in Soverzano

Castello di San Martino in Soverzano

By | 2017-09-11T09:21:08+00:00 10 settembre 2017|Attualità, Blog|0 Comments

Domenica 10 settembre è una data che Bononia Docet ricorderà per sempre. Oggi si è realizzato un sogno: visitare il castello di San Martino in Soverzano e scoprirne gli interni. Ospiti di questa incantevole dimora fiabesca, accolti dal gentilissimo proprietario che ci ha accompagnati in questa magia svelandoci i segreti e la storia dell’antico fortilizio. Un padrone di casa preparatissimo che ci ha letteralmente lasciati a bocca aperta di fronte alle tele, agli affreschi e alle sale decorate e così intrise di storia. Un patrimonio d’arte pittorica del Cinquecento e del Seicento. Un’importante quadreria, una collezione di tesori, da Donato Creti a Luca Ferrari, da Passerotti a Prospero e Lavinia Fontana. Tutti sapientemente ordinati e collocati avendo grande cura  per i dettagli: la luce, lo stile, il soggetto,  l’autore, il colore di rifinitura delle pareti. L’amore del dr. Poletti per l’arte e per le opere che custodisce traspare ovunque si posi lo sguardo ed è evidente la passione emergere nelle impeccabili spiegazioni delle opere pittoriche. Una visita attraverso le stanze decorate da antichi fregi, camini in pietra e soffitti a cassettoni, il tutto condito da una frizzante simpatia e una gentilezza d’altri tempi.

Un’esperienza indimenticabile, un tuffo nel passato al di là del ponte levatoio che alcuni dei nostri associati hanno avuto l’onore di alzare e abbassare proprio come nel Medioevo.

Cenni storici

L’incantevole dimora si erge in un parco secolare, in una località che i romani chiamavano “Selva Minervese” in onore della dea Minerva (da cui Minerbio). Il castello dei Manzoli o di San Martino in Soverzano, si trova nell’omonima frazione.
Trattasi di un fortilizio medievale dotato di torrione principale, quattro torri, mura merlate, fossato e ponti levatoi. Risale al 1411 per volere del cavaliere Bartolomeo Manzoli che lo edificò sulle fondamenta di un antico rudere duecentesco (torre Ariosti).

Un ringraziamento speciale va dunque al sig. Michelangelo, alla sua disponibilità e gentile ospitalità. Grazie per aver realizzato il sogno di Bononia Docet: per un gruppo di appassionati della storia come noi, questa giornata resterà un prezioso ricordo da custodire gelosamente.

 

Foto Schicchi

Foto copertina Mario Balboni

Elisa Barbari | Bologna | © Copyright – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione


 

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