C’è stato un tempo in cui Bologna vantava uno splendido parco acquatico proprio accanto all’areoporto. Meta ambita da tutti i giovani che qui trascorrevano intere giornate divertendosi un mondo. Piscina con le onde, musica, bagnasciuga, scivoli e sole, tanto sole.

Bei tempi quelli dell’Acquazzurra, belli anche perché nessuno ha più  replicato un sito del genere nell’area urbana bolognese. Quello che un tempo era un brulicare di bagnanti indaffarati con costumi e salvagenti oggi è ormai un rudere abbandonato a se stesso. Un’immensa carcassa di ferro e cemento sconnesso, segnaletica sbiadita e piante incolte. Un vecchio involucro fatiscente provato dal tempo e privato della propria anima. Nel corso degli anni si sono succedute varie richieste accorate, per lo più vane speranze, di vedere rianimato l’impianto così amato dai bolognesi. Purtroppo però nulla ha fermato l’inevitabile declino. Poi l’oblio.

Ora ciò che resta è un relitto dall’aspetto post apocalittico, di quegli scenari che si vedono in taluni film di fantascienza, con la differenza che questo ce l’abbiamo dietro casa.

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