///I misteri di Neuschwanstein

I misteri di Neuschwanstein

By | 2018-08-26T07:59:20+00:00 26 agosto 2018|Attualità|0 Comments

Eccomi di ritorno dalla Baviera. Sono tante le meraviglie che ho visto, voglio cominciare col castello di Neuschwanstein, situato a Schwangau vicino a Füssen. Il nome Neuschwanstein significa Nuova pietra del Cigno. Perchè cigno? Ve lo spiego subito.

Lohengrin

“Lohengrin” è un’opera romantica tedesca scritta e composta da Richard Wagner tratta da Parzival, poema epico medievale tedesco. Lohengrin è il cavaliere del Cigno, uno dei custodi del Santo Graal, è  figlio di Parsifal, mitico cavaliere della Tavola rotonda.

L’arrivo di Lohengrin nella navicella condotta da un cigno, dipinto di August von Heckel per la sala da pranzo del castello di Neuschwanstein

La prima italiana di Lohengrin si svolse nel 1871 a Bologna e rappresentò anche il debutto assoluto di un’opera di Wagner sulle scene nazionali. Dopo il trionfo del Lohengrin Wagner fu insignito della cittadinanza onoraria di Bologna!

Array.fileTitle

Bassorilievo dedicato a R. Wagner nel foyer del teatro comunale (BO)

In gioventù Ludovico si identificò con quel Lohengrin. Il cigno era anche l’animale araldico dei conti di Schwangau, di cui il re si considerava successore. 

Ludovico II: il giovane re

Nel 1864 a soli 18 anni Ludovico II ascese al trono senza possedere esperienze di vita e di politica. Retrospettivamente, nel 1873 scrisse:

Sono diventato re davvero troppo presto. Non ho imparato abbastanza. Avevo iniziato così bene … a studiare dottrina dello stato. Di colpo venni strappato da tutto ciò e messo sul trono. Ora, mi sforzo ancora di imparare …

Già nel 1866 Ludovico II subì la più grande sconfitta della sua vita: la Prussia sconfisse l’Austria e la Baviera nella “Guerra tedesca” del 1866. Da allora la Baviera fu dipendente in politica estera dalla Prussia e il suo re solo un “vassallo” dello zio prussiano.

La storia del Castello di Neuschwanstein

Nel 1866 la Baviera, alleata con l’Austria, aveva perso la guerra contro la Prussia. La Baviera fu costretta ad accettare un’alleanza che in caso di guerra toglieva al re la facoltà di disporre del suo esercito. Con ciò, a partire dal 1866, Ludovico II non era più un sovrano nel pieno esercizio delle sue funzioni. Questa limitazione rappresentò la peggior disgrazia della sua vita. Nel 1867 iniziò a progettare, con i suoi castelli, un regno tutto suo nel quale agire e potersi sentire come un vero re. Questo il vero motivo che spinse Ludovico II alla realizzazione di Neuschwanstein.

L’amicizia tra il re e Wagner

Tuttavia Ludovico II non fa menzione della situazione politica nella lettera che scrive all’adorato Wagner: nel maggio del 1868:

“E’ mia intenzione far ricostruire l’antica rovina del castello nei pressi della gola di Pöllat, nello stile autentico delle antiche fortezze dei cavalieri tedeschi e devo confessarVi di rallegrarmi molto all’idea di potervi soggiornare un giorno; vi dovranno essere sistemate numerose camere per gli ospiti, confortevoli e accoglienti, dalle quali si potrà godere una stupenda vista; Voi Lo conoscete bene, adorato ospite che vorrei ospitarvi; il luogo è uno dei più belli che si possano trovare, sacro e inavvicinabile, un tempio degno di Voi, divino amico, che faceste fiorire l’unica salvezza e la vera benedizione del mondo.”

Ludwing II e Eichard Wagner

Come si erano conosciuti il re e compositore?

Nella primavera del 1864, in fuga dai creditori, Richard Wagner scorge nella vetrina di un negozio di Monaco il ritratto del diciottenne Ludwig II di Wittelsbach, appena incoronato re di Baviera. Affascinato dalla bellezza del giovane, il compositore si augura di riuscire un giorno a conoscerlo. Poi riprende la sua strada, disperato e a un passo dal suicidio. Poco più di un mese dopo, inaspettatamente, un messaggero di Ludwig raggiunge Wagner a Stoccarda: il re lo attende a Monaco per liberarlo da ogni obbligo materiale, a patto che il compositore si dedichi unicamente alla propria arte. Inizia così, come una fiaba, l’amicizia leggendaria tra il “re folle” e Richard Wagner.¹

Il poeta Paul Verlaine definì Ludovico II “l’unico vero re di questo secolo”. Questo schivo sognatore, l’immagine opposta del re borghese.

La costruzione del Castello

La posa della prima pietra per il “Castello Nuovo” avvenne il 5 settembre 1869. Per primo venne completato nel 1873 il tratto del Portale, che Ludovico abitò per anni. La costruzione non fece quei rapidi progressi che il re si attendeva. Il progetto era troppo complesso e risultò difficile anche la gestione del cantiere in montagna. Scenografi, architetti e artigiani si preoccuparono di realizzare le idee precise del re.

I suoi sconsiderati termini di consegna poterono essere onorati in parte solo con ininterrotti ed esasperanti turni di lavoro, diurni e notturni.La crescente ritrosia per ogni contatto umano e d’altro canto la crescente pretesa di dignità reale condussero Ludovico II a modificare il progetto architettonico. Al posto delle stanze per gli ospiti, inizialmente previste, venne progettata una “Sala Moresca” con fontana, anche se poi non venne mai realizzata. Lo “Scrittoio” si trasformò dal 1880 in una piccola grotta. La modesta “Stanza delle Udienze” si trasformò in un’enorme Sala del trono. Questa non era più destinata alle udienze, bensì era da intendersi come tributo alla regalità e come copia della leggendaria sala del Santo Graal

Il giallo della morte del re folle

Ludovico II era pervaso dall’idea di un sacro regno per grazia divina. In realtà era un monarca costituzionale, un capo di stato con diritti e doveri e scarsi spazi di intervento. Distaccandosi dal presente, egli si costruì un mondo parallelo in cui potersi sentire un vero monarca. Dal 1875 circa in poi viveva di notte e dormiva di giorno. Si identificò sempre più con Parsifal, la figura della saga medievale che grazie alla purezza e alla fede diventa il re del Santo Graal.

Wagner, Holy Grail, Parsifal

The Temptation of Sir Percival by Arthur Hacker, 1894

La tanto ricercata solitudine non era alla lunga più conciliabile con gli impegni di un capo di stato. Altrettanto difficilmente finanziabili con i mezzi privati di un re erano le sempre nuove costruzioni scenografiche. A partire dal 1885 le banche straniere minacciarono il pignoramento dei beni. Il rifiuto opposto da parte del re a una soluzione razionale in materia, fu la scintilla che nel 1886 spinse il governo a emanare un decreto di interdizione e di destituzione del re dalla carica – un procedimento per altro non contemplato dalla Costituzione bavarese. Ludovico II venne internato nel castello di Berg. Il giorno successivo trovò la morte in circostanze mai chiarite nelle acque del lago di Starnberg insieme allo psichiatra che ne aveva redatto l’atto di interdizione. 

ludwig-gudden

La morte misteriosa del re folle nel lago

Nel 1886 una commissione medica presieduta dal dottor Bernhard von Gudden dichiara il re malato di mente. Il sovrano viene arrestato e condotto in carrozza dal castello di Neuschwanstein a Berg, una piccola residenza dei Wittelsbach sulle rive del lago di Starnberg trasformata per l’occasione in una sorta di prigione: inferriate alle finestre, spioncini da ogni parte, porte che si potevano aprire solo dall’esterno. Il giorno successivo al suo arrivo, Ludwig chiede di poter fare una passeggiata e il dottor von Gudden lo accompagna, senza alcun infermiere o guardia al seguito: il sovrano appare sereno e tranquillo e il suo medico non ritiene necessaria la presenza di una “scorta”. Passate alcune ore, i due non fanno ritorno e scatta l’allarme. Partono le ricerche prima intorno al castello, poi lungo il parco e, finalmente, verso le 23 vengono ritrovati sia Ludwig che il medico: sono tutti e due morti nelle acque del lago. La morte viene subito classificata come annegamento causato da un incidente ma l’autopsia ha poi stabilito che non c’era acqua nei polmoni del sovrano.

 

L’eridità di Ludovico II

I castelli di Ludovico II, il cui suolo nessun estraneo avrebbe dovuto calpestare, sono stati visitati dopo la sua morte da più di 50 milioni di persone. Essi costituiscono dei testimoni di pietra di un ideale mondo parallelo che il re si costruì, volgendo con ciò le spalle al suo tempo. Neuschwanstein può essere annoverato oggi fra i castelli e le fortezze più visitati in Europa. Il “castello del re delle fiabe”che ispirò Walt Disney tanto da prenderlo a modello per i film d’animazione, è visitato ogni anno circa 1,4 milioni di persone. In estate oltre 6.000 visitatori al giorno affollano le stanze, destinate un tempo a una sola persona.

Seguimi su Facebook e su Instagram

Elisa Barbari | Blog Bologna | © 2018 – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione

Fonti e Approfondimenti:

¹”Parsifal e l’Incantatore: Ludwig e Richard Wagner”. Nicola Montez, Archinto 2010

Bayerische Schloss Neuschwanstein

tutto Baviera (Portale)

Leave A Comment