///I tesori sommersi di Baia

I tesori sommersi di Baia

By | 2018-08-29T16:21:57+00:00 29 agosto 2018|Blog, Pillole di storia|0 Comments

Il Parco Archeologico sommerso di Baia

Fa parte del complesso archeologico di Baia, un’area archeologica situata a Baia, frazione di Bacoli, nell’area dei Campi Flegrei in Campania.

I reperti sono dell’antica Baia di età principalmente romana, il suo nome deriva da Bajos, il nocchiere di Ulisse, che secondo la leggenda qui fu sepolto. In epoca romana, come testimoniato dalle ricche ville, fu luogo di riposo e di villeggiatura frequentato da patrizi romani. La località era infatti famosa per le sue calde acque termali, ricercate per lusso e per la cura delle malattie.

Nel complesso possiamo visitare siti terrestri, cioè visitabili senza immergersi, come il Ninfeo o Il Tempio di Serapide. Poi ci sono i siti sommersi, parte della zona del Parco Archeologico Sommerso visitabile solo immergendosi in mare.

Sulla cartina è segnato il Monte Gauro, però , se guardate in basso a destra,affacciato sul Golfo di Pozzuoli c’è Baia.

I siti archeologici sommersi di Baia

Della zona sommersa del complesso si possono visitare: Il Porto Julius

“Portus Julius di Baia” commissionato nel 37 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa durante la guerra civile tra Ottaviano e Sesto Pompeo

Villa dei Pisoni

Fistula plumbea con iscrizone: L. Pisonis

Risalente al I secolo a.C.  apparteneva alla famiglia patrizia dei Pisoni che organizzo’ un complotto contro l’imperatore Nerone. Passata in età neroniana al demanio imperiale, subì significative trasformazioni in età adrianea (117-138 d.C.). A questo periodo risale il grande cortile centrale a pianta rettangolare (circa m 100×60), identificato generalmente come viridarium, che presenta su ogni lato porticati riccamente decorati, alcuni con nicchie curvilinee inquadrate da semicolonne in laterizio.

Il Ninfeo Sommerso

Rocostruzione del Ninfeo-Triclinio dell’Imperatore Claudio

Una delle statue sommerse del Ninfeo

Villa a Protiro

Complesso monumentale fatto sia dalla villa che dalla la struttura urbana dell’antica Baia

La Villa Protiro di Baia prende il nome del suo particolare piccolo porticato. Attualmente in una di questa stanze e’ possibile ammirare splendidi mosaici composti da piastrelle bianche e nere che creano un motivo esagonale.

Perchè il sito è somerso?

I motivi sono da ricercare nei fenomeni bradisismici che interessano tutti i Campi Flegrei che consistono in lenti movimenti verticali del suolo, spesso impercettibili all’uomo, ma rilevabile in zone costiere osservando il livello del mare rispetto alla terra. L’origine di esso è probabilmente collegata alla presenza di una massa magnetica profonda che, con la sua pressione, provoca delle deformazioni delle rocce sovrastanti.

Lo sprofondamento della città romana pare essersi verificato prima in due fasi: tra il III ed il V secolo d.C., poi in epoca tardo imperiale, seguita anche da una più consistente invasione marina qualche secolo dopo. Ed infine Baia fu in gran parte sommersa dal mare verso il VII – VIII secolo d.C.

Una parte del sito subacqueo di Baia dall’alto

La scoperta

I primi ritrovamenti di reperti archeologici avvennero negli anni Venti dove,in occasione dell’ampliamento della banchina del porto, vennero portati alla luce sculture, elementi architettonici, fistule aquarie con bolli imperiali.

Negli anni ’40, attraverso delle foto aeree effettuate dal pilota Raimondo Baucher, venne evidenziato nello specchio antistante il lago Lucrino l’area archeologica sommersa del Portus Julius. Solo negli anni ’60 si avviò nelle acque di Baia la prima campagna di rilevamento archeologico subacqueo. Tali indagini portarono tra il 1959 ed il 1960 alla redazione della prima carta archeologica della città sommersa di Baia.

Nel 1980 viene avviato il primo scavo subacqueo effettuato direttamente da archeologi, che portò all’identificazione del Ninfeo dell’imperatore Claudio e del suo straordinario complesso scultorio.Il 7 agosto 2002 viene istituito il parco archeologico sommerso di Baia equiparato ad area marina protetta.

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Elisa Barbari | Blog Bologna | © 2018 – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione

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