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La Goliardia secondo il XXXI Sidereo Console dell’Oca

By | 2018-11-26T03:24:08+00:00 25 novembre 2018|Attualità, Blog, Goliardia|0 Comments

Conoscete la Balla dell’Oca?

E’ una delle Balle goliardiche più antiche di Bologna. Fondata nel 1945 vanta una tradizione storica radicata nel contesto petroniano.

Il Console rappresenta il Capo Balla, autorità del proprio gruppo e punto di riferimento fino a quando cessa la propria funzione abdicando e designando un successore. Questo semplificando all’estremo.

Durante la propria carica il Console gioca, organizza e coordina ma soprattutto crea legami indissolubili, una rete di relazioni e un tesoro fatto di esperienze che rappresenteranno l’eredità più preziosa della propria carica.

 

Avrei voluto parlarvi dell’abdicazione del XXXI Sidereo Console e invece sono stata rapita da questo suo racconto, in cui spiega cosa sia per lei la Goliardia.

“La Goliardia non è solo fratellanza, amore per la libertà e divertimento, purtroppo è anche fatta di scleri, ansie e appuntamenti fissi ai quali il goliarda modello, quello vero, non arriverà mai veramente puntuale e organizzato. Ma la verità è che quello che ci tiene qui ad onorare Nostra Sancta Mater è l’amore. Tanto tempo fa, ad una settimana dal mio processo e con le matricolari alle porte (nell’ignoranza più totale riguardo a cosa fossero) il mio, allora, Console mi chiamò accanto a lui e mi fece una domanda un po’ strana “Tre parole per descrivere questa serata?” ed io risposi “Armonia, condivisione, famiglia”.

Oggi a distanza di anni cambierei le mie tre parole:

Poesia.

Non so chi, non so quando (ma se me lo chiederete lo saprò) qualcuno disse che “i goliardi sono gli ultimi dei cavalieri”, non potrei essere più d’accordo. Nella Goliardia è insita una qualche strana forma di romanticismo cavalleresco dell’eroe che, votato al suo credo (nobile ed alto come quello dell’onorare Bacco, Tabacco e Venere), non invecchierà mai, non morirà mai perchè resterà nella memoria di chi verrà dopo di lui. Le sue gesta verranno narrate per generazioni e a tutti resterà di lui l’immagine di un giovane forte e fiero. Tutto ciò oltre all’amore per la giovinezza che un vero goliarda non perde mai, ma che anzi in Goliardia ritrova il suo essere fanciullo spensierato, libero e stupefatto. Insomma avete mai visto uno dei vecchi come un adulto normale? Io ho sempre visto ventenni in corpi maturi e temprati dal tempo.

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Libertà.

Preconcetti, morale, limiti,… puf! Distrutti dalla consapevolezza che i nostri unici paletti dovremmo metterceli noi, non una cultura o una società che ci mette restrizioni (più mentali che fisiche).

Ho fatto cose che non credevo che avrei mai fatto, rendendomi conto che non le avrei fatte proprio per dei preconcetti personali inutili ed insulsi. Cose che mi hanno divertito, ma che mi hanno anche sorpreso per la facilità con cui in realtà son riuscita a realizzarle senza troppe pippe. Questa libertà ci fa essere un po’ più chi vorremmo essere e un po’ meno come ci vorrebbero gli altri.

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Magia.

L’ho sentita nell’aria alcolica di una serata di metà maggio, l’ho sentita quasi per caso mentre cercavo del limone per della tequila, mentre toccavo dell’acqua, mentre mi scottavo le dita nella brace e anche mentre sfracellavo le mie ginocchia su una chiusa di cemento, l’ho capita dopo con una penna sulla feluca e un manto sulle spalle (per quanto possa essere capita), l’ho vista in piazza quando ero l’unica Ocarotta, ma mi sentivo comunque in famiglia, mentre litigavo furiosamente con qualcuno in una piazza e la volta dopo ci facevo balotta come ci fossimo sempre stati simpatici.

Non credo di poter dire con precisione cosa ci sia di così magico nella Goliardia, o quella sera. Forse il fatto stesso che mi sentissi parte di una famiglia dopo così poco tempo con tizi che erano entrati un po’ per caso (irruentemente come solo degli Ocarotti san fare) nella mia vita solo qualche settimana prima. Io, che nella mia vita son sempre stata iper selettiva (sì questa volta qualcosa deve essere andato storto nella mia selezione), avevo accettato così facilmente di definire famiglia gente così diversa da me, o forse troppo simile. Da quella sera però ho imparato a vederla, sentirla, capirla ed amarla la magia: nell’aria frizzante, allegra e alcolica che spesso ci ha circondati.

La Goliardia: poesia, libertà e magia. Cose che sono evidenti e quasi tangibili nel cambiamento del nostro animo. Nonostante tutto ciò sia solo un’illusione, aria fritta, siamo ottimi illusionisti e pur non usando carte facciamo dei gran bei numeri di magia.

Diminuitemele Prossimasessione Lacumbladodulvendul Athenanoctua Cuchingdrama

XXXI Sidereus Consul Ocae

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Elisa Barbari | Blog Bologna | © 2018 – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione

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