Chi abita a San Lazzaro conosce sia le scuole Medie a lui intitolate che l’omonima e lunghissima via.   Ma chi era Carlo Jussi? jussi

Di famiglia benestante, Carlo visse a San Lazzaro nella tenuta di proprietà situata tra la via Emilia e l’attuale via Jussi. Frequentò l’Università e al contempo si dedicava alla conduzione della grande azienda agricola familiare insieme al fratello. jussi2

Quando cominciò il confitto mondiale si persero le sue tracce. Scomparso. Qualcuno pensò fosse fuggito a causa della guerra, di certo aveva i mezzi per sostenersi anche all’estero per lungo tempo, in attesa di tempi migliori.

Ma Carlo non fuggì, tutt’altro: interruppe gli studi universitari per unirsi alla Resistenza, militando nella 7ª brigata GAP Gianni Garibaldi sotto il nome di battaglia “Gianni”. Contribuì valorosamente a diverse azioni partigiane fino al 1944, anno in cui venne ferito dai nazifascisti in via Solferino. Carlo pensò che la fuga con quella ferita rappresentasse un rischio. A questo punto fece una scelta che cambiò il suo destino e quello dei suoi compagni: disse loro di fuggire soli,  li avrebbe difesi col mitra fino ad esaurimento delle munizioni. Seppur con grande renitenza i gappisti seguirono gli ordini di Carlo che al riparo di un colonnato gli permise di mettersi in salvo fuggendo illesi. Jussi, stremato ed esaurite le munizioni fu catturato dalle brigate nere. Condotto nelle carceri di Bologna fu torturato crudelmente per 15 lunghi giorni.st

Riuscì a resistere a pressanti interrogatori fatti di sevizie e dolorosi supplizi ma dalla sua bocca non uscì mai una parola sull’ubicazione delle brigate. Nemmeno quando gli promisero salva la vita rivelò le informazioni richieste. Sacrificò se stesso in onore della Resistenza.

Fu condannato a morte e fucilato a Bologna in Piazza Nettuno il 5 Luglio 1944. Aveva 19 anni. La base non venne mai scoperta e fu attiva fino alla Liberazione.

La sua morte fu appresa dalla stampa, ne diedero notizia L’Avvenire d’Italia il Resto del Carlino. (E’ comprovato che le vittime siano state uccise in parte altrove e in momenti differenti rispetto alla data del comunicato, presumibilmente fra  il 3 e l’11 luglio 1944)

Un uomo che ha fatto la storia

non si piegò né al dolore né alla morte a cui andò incontro fieramente nel nome degli ideali in cui credeva. Si chiamava Carlo Jussi, Medaglia d’oro al valore militare.

Carlo jussi
Carlo Jussi

 

L’altare maggiore in marmo bianco posto nella navata principale della Chiesa di San Lazzaro è opera dello scultore Carlo Pini, un dono alla parrocchia da parte della famiglia Jussi in memoria del figlio. Navata_Chiesa_di_San_Lazzaro_di_Savena

La storia del giovane partigiano declinata a fumetti da Davide Parri è uno dei progetti vincitori del bando “Talenti e creatività  organizzato dal Comune di di San Lazzaro. L’opera è esposta presso la Mediateca.

A cura di Elisa Barbari


Elisa Barbari, candidata al Consiglio Comunale di San Lazzaro lista civica “Il Futuro Oggi”. Sostengo Isabella Conti Sindaco. Il mio impegno è per la valorizzazione della cultura e del territorio.


Fonti:  Atlante delle stragi naziste e fasciste,  Ci portano via- Da Bologna ai lager del terzo Reich,  ISREBO,  A.N.P.I.,  Storia e memoria di Bologna,  noialpiniGiovani talenti creativiParrocchia di San Lazzaro

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