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Sol Invictus: solstizio d’inverno tra sacro e pagano

By | 2017-12-21T10:08:55+00:00 21 dicembre 2017|Attualità, Blog, Pillole di storia|0 Comments

Il “Sol Invictus” era una festa pagana in occasione del solstizio d’inverno, un fenomeno astronomico per cui l’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al  Sole, fa sì che ci sia un giorno più corto dell’anno. Giorno inteso come luce solare. Immaginate gli antichi, senza corrente elettrica e senza le comodità della tecnologia odierna: l’intera economia e la stessa vita delle persone si basava e dipendeva dalla luce solare: dalle coltivazioni ai pascoli alla vita del focolare.

Perchè dunque si festeggiava il “Sol Invictus” se era il giorno più corto di tutti?

Beh, perchè da quel giorno in poi le giornate sarebbero state sempre un pochino più lunghe, la rinascita del sole e quindi della vita.

Oggi, 21 dicembre, il sole calerà alle 17:28 e sorgerà alle 7:48 del 22 dicembre.

Sfatato quindi il detto popolare:  Santa Lucia la notte più lunga che ci sia. L’Astronomia parla chiaro, la notte più lunga non è il 13 dicembre ma quella del solstizio d’inverno tra il 21 e il 22 di dicembre.

stagioni

Riti celtici e pagani e la nascita del Natale

l Sol Invictus anticamente celebrato dai pagani come culto del sole, di rinascita, di vita che risorge dalle tenebre. Con l’avvento del cristianesimo, il culto non viene eliminato ma adattato alle nuove credenze, mantenedo però i principali punti chiave.

Sol Invictus e Jupiter Dolicenus, II sec. d. C., Terme di Diocleziano. Dominio pubblico.

Sol Invictus e Jupiter Dolicenus, II sec. d. C., Terme di Diocleziano. La divinità solare porta la tipica corona a raggi che appare anche sul capo degli imperatori romani e più tardi, nell’iconografia cristiana, diverrà l’aureola.

Andando ancora più indietro nel tempo, vediamo che anche i Celti festeggiavano il 21 dicembre con la”festa di Yule, notte in cui la dea della fertilità partorisce nel ventre della terra colui che, nel corso del ciclo annuale, sarebbe diventato il dio della luce e suo nuovo compagno”.²

Durante la festa celtica avveniva il sacrificio di un maiale in onore del dio norreno Freyr. Questa tradizione è rimasta in uso fino ad oggi dove nella cucina scandinava i pasti natalizi sono a base di carne di maiale. L’influenza celtica è radicata anche in Italia, sicuramente in Emilia dove la tradizione della preparazione del maiale per le feste natalizie è tramandata nelle antiche usanze culinarie contadine.

Buon Sol Invictus a tutti!

Elisa Barbari | Bologna | © Copyright – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione

² Storia Controstoria

 

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