///Stile Gotico e Massoneria

Stile Gotico e Massoneria

By | 2018-08-20T10:02:19+00:00 20 agosto 2018|Blog, Pillole di storia|0 Comments

L’epoca che si designa con il termine “Gotico” è molto estesa, essendo un termine usato per indicare opere databili dal 1140 al 1540 circa e, più liberamente, definisce la civiltà del tardo Medioevo. Il gotico nacque in Francia per poi diffondersi in tutta Europa, in modo particolare in Germania e in Inghilterra.

Gotico e Massoneria

Secondo alcuni il termine Gotico fu coniato da Giorgio Vasari, pittore, architetto e storico dell’arte italiano. Il Vasari ebbe una vastissima rosa di interessi: fu infatti un pittore dallo spiccato gusto manierista, un architetto di certo pregio e infine eccelso storiografoche con questo nome voleva indicare in modo negativo l’arte degli anni che avevano preceduto il Rinascimento¹. Per Vasari, l’arte gotica era l’arte dei barbari -precisamente dei Goti- che aveva cancellato quella considerata la “buona arte” cioè quella degli antichi Greci e Romani. Poi rinata e identificata col termine Rinascimento nel XV secolo.

Il Grande Architetto dell’Universo. William Blake, The Ancient of Days setting a Compass to the Earth, 1794

Secondo altri i Goti non c’entrano e questa spiegazione fu sono una sorta di depistaggio e abile camuffamento dei termini per mantenere segrete nel tempo l’identità e gli scopi dei costruttori.  Il termine Gotico deriverebbe da “Argot“. Il linguaggio segreto degli iniziati, da cui il falso “Art Gothyque”. Seguendo questa teoria di pensiero le famose cattedrali gotiche furono costruite da coloro che avevano acquisito le tecniche artistiche in Terrasanta. Quelli che poi vennero chiamati “liberi muratori” o “Massoni”. A riprova di ciò si pensi che su di un pilastro della cattedrale Notre-Dame de Paris fu trovata una lastra metallica posta dai “compagnons” in cui si legge: “alla gloria del grande architetto dell’Universo“, incisa al di sopra di una stella a cinque punte, del regolo, del compasso e della squadra.

Storia delle grandi vetrate Gotiche

L’arte della vetrata si sviluppò in stretto contatto con le esigenze dell’architettura gotica e con l’importanza che questa conferì alla luce.

La grande rivoluzione del Gotico sta nell’architettura delle chiese con un innalzamento degli edifici,un forte verticalismo dello spazio, uno scheletro che evidenzia gli elementi portanti e uno svuotamento delle superfici non portanti ossia delle pareti. È proprio nello spazio lasciato vuoto da queste che trovarono spazio le vetrate.

Vetrate ingegnose grazie alle quali l’interno di un edificio può essere abbellito con gran varietà di colori senza impedire alla luce del Sole di penetrarvi.

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Luci, immagini e colori

La vetrata risolveva il problema dell’illuminazione delle grandi chiese e cattedrali, svolgendo un altro importante ruolo: filtrare la luce dai vetri colorati. Questo ha nell’arte gotica un significato soprannaturale, conferisce all’edificio un’atmosfera sacra e separata dalla dimensione reale, poichè rappresenta il divino.

L’immagine della vetrata vive solo in presenza della luce che l’attraversa; assomiglia a una serie di gemme incastonate o a superfici d’oro smaltato e anche per questo trasferisce in dimensione monumentale la ricchezza e la forte simbologia religiosa dell’oreficeria, un’altra arte guida del Medioevo.

I soggetti più rappresentati sono principalmente di ambito religioso, ma sono presenti anche immagini dei committenti o finanziatori delle vetrate, ricche famiglie o corporazioni di mestieri.

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Cappella dei Re Magi, Giovanni da Modena (1379-1455) Basilica di San Petronio, Bologna. E’ l’unica che conserva quasi intatta la decorazione originaria. La cancellata gotica in marmo fu disegnata da Antonio di Vincenzo (1400). Dipinti da Jacopo di Paolo il “Polittico ligneo” e le finestre policrome. Le pareti furono sontuosamente affrescate da Giovanni da Modena con un ciclo raffigurante: “Il Paradiso” e “l’Inferno” a sinistra, nella parete di destra “Le storie dei Re Magi”, nella parete di fondo “Consacrazione di San Petronio” e scene della sua vita. (Credit Raffaele Pagani)

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Fonti e approfondimenti:

¹ Vasari

² Tecnologia e arte 2013 blogspot

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