///Villa Samantha: un suicidio d’amore.

Villa Samantha: un suicidio d’amore.

By | 2018-05-12T06:13:28+00:00 12 maggio 2018|Attualità, Blog|0 Comments
Siamo a Villa Samantha uno dei luoghi più infestati di questa regione e la storia che trasuda da queste mura è ricca di particolari sinistri e inquietanti.
Ci troviamo in Emilia-Romagna non molto lontano dalla città di Bologna, e la storia che stiamo per raccontarvi ha davvero dell’incredibile.
L’esploratrice urbana Lady Decay ci racconta la sua esperienza durante una visita a questa casa ormai ridotta a un rudere:
 
<<Nel mese di dicembre 2016 stavo andando alla villa per scattare qualche foto con la luce del tramonto, una volta finito il giro di perlustrazione mi incamminai verso il piccolo cimitero abbandonato adiacente alla casa, non tirava un filo di vento quella sera (strano per il mese di dicembre) e i piccoli cancelli d’ingresso al cimitero cominciarono a cigolare aprendosi lentamente verso l’esterno, non è stato frutto della mia immaginazione, sfortunatamente non avevo con me la mia action-cam, in quel caso avrei potuto riprendere l’accaduto.
La Villa è costruita a ridosso di una chiesa, vi chiederete a cosa è dovuto il nome di questa abitazione? 
Costruita nei primi del 900, era la dimora del parroco del piccolo paesino di Sasso Marconi, in origine questa villa era talmente grande che poteva ospitare la servitù e i pellegrini che passavano da quelle parti per andare a visitare la Basilica di San Luca a Bologna.
Samantha, una delle serve che lavorava nella villa del parroco si innamorò di lui e nel giro di qualche tempo si sparse in paese la notizia, un vero e proprio scandalo ai tempi. 
Addolorata da un amore impossibile, la giovane Samanta si tolse la vita nelle soffitte della grande abitazione, usando una corda legata ad una trave per impiccarsi. 
Notizie certe rivelano che la giovane fu trovata 1 settimana dopo la sua scomparsa, gli altri membri della servitù che erano al corrente della storia fra Samantha e il Gesuita pensarono che a seguito dello scandalo la giovane fosse fuggita, ma quando una mattina cominciarono a provenire odori nauseanti dalla soffitta dovettero ricredersi.
Dopo questo macabro evento il parroco si trasferì in un altra città ma non si è mai scoperto dove.
Oggi ai giorni nostri possiamo notare che molto vicino alla Villa vi è anche un piccolissimo luogo di sepoltura, tra alcune tombe ormai consumate dal tempo e quasi indecifrabili spicca su una pietra di marmo bianco una fotografia di una donna, era forse lei Samantha?>>
Ringrazio Lady Decay per la disponibilità,  per le foto che ci rendono partecipi della sua incredibile passione. Ho strappato a Lady Decay una promessa: mi porterà con lei in una delle sue esplorazioni urbane in luoghi abbandonati. E io prometto a voi che documenterò l’esperienza per raccontarla nei minimi dettagli.  Stay tuned!
Fonti e Approfondimenti:
Elisa Barbari | Bologna | © Copyright – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.

 

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